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CANTI IN CANTINA
Daniele Poli, Ditta Walga e... amici



1. L’era lei si si (Trad.)
2. Io vorrei che le fontane (I briachi) (Trad.)
3. E sorte fori la mosca dai’ moscaio (Trad.)
4. Chi bussa alla mia porta (Trad.)
5. Stornelli delle donne (Trad./Faliero/Poli)
6. Il grillo e la formica (Trad.)
7. La nuova Giannina (Trad/Poli)
8. La canzone dei numeri (Trad.)
9. Ode alla bistecca (Trad/Poli)
10. Il merlo (Trad.)
11. In cantina (ma dai’ Bartolomei) (Poli)
Ed ho girato (bonus video-track) (Trad.)

Ascolta nel juke box
DITTA WALGA: Daniele Poli: voce, chitarra, organino, tacabanda / Ugo Galasso: clarinetto, ocarina, piffero
OSPITI SPECIALI: Vincenzo “Ciacio” Marchelli: voce, organetto, percussioni / Lorenzo “Lampo” Bojoli: piffero, musette, percussioni, effetti “speciali”
CORO DEGLI AVVINAZZATI: Tiziana Nannini, Giuseppe Bartolomei, Franca Sorella, Massimo Turchi, Nicla Salucci, Roberto Tozzi e tanti altri...

Registrato dal vivo nel pomeriggio del 26 maggio 2007 nella cantina Bartolomei a S. Alessio - Candeglia (Pistoia)

Nel titolo del CD l’essenza di questo lavoro.
Daniele Poli, ricercatore, musicista, cantastorie, anima dei TUSCAE GENTES e della ditta WALGA, amante del vino, incontra Giuseppe Bartolomei, uno dei pochi veri contadini rimasti, produttore vinicolo, cacciatore, amante delle canzoni popolari. E’ l’ “amore” reciproco e interessato tra i due che ha portato a questa idea: fare un disco registrato proprio nella cantina di Peppe.
Accanto a loro tre musicisti d’eccezione, il prode Ugo Galasso da Grassina, già Tuscae Gentes e ditta Walga, con Vincenzo “Ciacio” Marchelli e Lorenzo “Lampo” Bojoli, due amici avvezzi ai suoni e ai vini piemontesi, scesi per l’occasione in terra toscana.
Non poteva certo mancare il coro degli avvinazzati, che più estemporaneo non si può, visto che non era mai lo stesso per due canzoni di fila… Ogni tanto arrivava un cliente a comprare il vino, e in quel momento magari cantava anche lui…

Il repertorio qui eseguito nasce nelle piazze, nei mercati, nei dopo cena in cui mi sono esibito da solo o con amici, con chitarra, organino e tacabanda, nelle occasione in cui la gente non vuol sentire cose troppo ricercate e fini, perchè come dice Ciacio, la gente si vuole divertire…

Dicevo, di un disco dal vivo, registrato in un paio d’ore, che non vuole essere perfetto, pieno di sovrincisioni, di effetti digitali ecc… Quella che volevamo era una registrazione ruspante e genuina, come il vino di Peppe: senza intrugli, ogni vendemmia diverso, senza trucchi. Non come quei vini blasonati, fatti in laboratorio, che hanno sempre il solito colore, sapore e odore.
Anche questo CD ha il suo gusto, sincero, senza rifacimenti (molti brani sono venuti alla prima), accettando le eventuali piccole imperfezioni, dei musicisti o del coro degli avventori non sempre impeccabili musicalmente, ma di sicuro ben avvinazzati in un pomeriggio di maggio.
Tra gli errori, le imprecisioni, le stecche, emerge comunque la spontaneità e il divertimento che è quello che ci ha animato e in cui spero vi troviate anche voi all’ascolto. Sono canzoni allegre, senza troppe pretese, da cantare dopo cena, mentre ci si fa la barba, quando si sta nell’orto o in coda sull’autostrada, da soli o in compagnia, per i grandi ed i piccini.
Sono canti in cantina.
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