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Articoli > CD > VIVA FALIERO!
VIVA FALIERO!
Canti, suoni e storie tra Val di Bisenzio e Toscana
1. Sulla riva dell'alto mare (Trad./Poli)
2. Donna lombarda (Trad./Poli)
3. La bella conturbana (Trad.)
4. Violina (Trad./Poli)
5. Ottave della galleria (S. Storai/Trad./Poli)
6. I briachi - io vorrei che le fontane (Trad./Poli)
7. Capitan Maurizio (C. Cangioli/Poli)
8. Canzone di San Rocchino (Trad.)
9. Mazurka di Faliero (Trad.)
10. Il ballo delle cante (Trescone) (Trad.)
11. Teresa e la marcia delle donne (Sergio e Daniele Poli)
12. Il prete Pucina (Trad./Poli)
Fai la nanna la mia comare
Il prete Pucina
Filastrocca dei poderi
13. Canzone del Mulinaro (Trad.)
14. Maggiolata sciagurata (Daniele Poli)
15. E nel mio maggio (Trad./Poli)

Contiene libretto di 36 Pagine con testi, commenti e foto.
Durata totale: 63.15

Ascolta nel juke box

Viva Faliero!
Canti, suoni, storie tra Val di Bisenzio e Toscana

Questo CD dei TUSCAE GENTES nasce come omaggio alla Val di Bisenzio e ai suoi poeti e ci conduce verso territori inesplorati della canzone popolare.


Alla base del lavoro c’è una grossa attività di ricerca svolta da Daniele Poli, fondatore del gruppo e autore degli arrangiamenti e delle musiche originali, che armato di registratore si aggira da anni nella vallata e nelle zone limitrofe a “caccia” di storie, di canti, di poeti…..
In questo suo girovagare ha incontrato un grande personaggio, un poeta vero, Faliero Catani, di anni novantuno, una fonte inesauribile di racconti, di canzoni, di poesie.
Il disco è dedicato a lui e per estensione a tutti gli anziani cantori della Vallata, incarnazioni viventi di un mondo che sta inesorabilmente scomparendo.
Nelle ricerche compiute nel corso degli ultimi decenni la Val di Bisenzio si è rivelata particolarmente ricca di tradizioni musicali popolari, fatte di canti legati al mondo del lavoro, del sociale, a feste e riti stagionali.
Questo lavoro discografico, come il precedente “Quando il merlo canta”, vuole riproporre i canti e i suoni della tradizione, riemersi dalla ricerca, in una veste sì curata sotto l’aspetto musicale e interpretativo ma che non ne tradisca il senso popolare. L’operazione, a giudicare anche dalle critiche e dalle mail ricevute sembra pienamente riuscita.
Anche nel nuovo cd “Viva Faliero!”, infatti, sia nella scelta degli strumenti, che degli arrangiamenti, o nelle nuove composizioni, si impone una maniera di trattare la canzone popolare che sembra delineare una precisa scelta di stile del gruppo del Poli. Un certo modo di intendere e fare la musica che, più che guardare alle tendenze etnoworld tanto in voga negli ultimi anni, sembra orientarsi con più interesse a modelli anteriori (pensiamo all’ambientazione medioevale de La bella Conturbana) o di cantastorie (Capitan Maurizio o la Maggiolata sciagurata, quest’ultima premiata appunto come miglior testo da cantastorie al premio Daffini 2003). Oltre alla fisarmonica, chitarre, mandolini, ocarine, violini, ecc…. fanno capolino strumenti insospettabilmente antichi e di uso prettamente popolare tipo il duddero (l’odierno Kazoo), i cucchiai, l’organino a bocca, che il nostro Faliero, ad esempio, suonava già negli anni ’30.
E’sempre dal passato che emerge la splendida storia di Teresa la marcia delle donne, primo esempio di ribellione popolare contro la guerra (La Grande Guerra, siamo nel 1917) tutto al femminile.
Anche la prima traccia ci presenta la figura femminile in primo piano (una intensa Anna Granata nel ruolo de La pastorella), frequentata storia pastorale a lieto fine. Il brano ci dona una bellezza melodica di non facile reperibilità, con in sottofondo i veri rumori delle pecore dei monti della Calvana.
L’ironia toscana è rispettata a dovere ne “I briachi” esilarante mix da osteria fuori dal tempo, ed è sempre con solare divertimento che i suoni di trattori, mucche, i “chicchirichi” rubati ai pollai della zona ci traggono in salvo dal delirio ossessivo de “Il prete Pucina”.
Storie minori, all’apparenza, ma che scopriamo incredibilmente vere, talvolta quasi “nuove”, comunque sempre attuali, come E nel mio maggio, la maggiolata che chiude il CD: perfetta sintesi di un costume legato alla tradizione, che pur con ovvie mutazioni, si ostina a non voler scomparire….. (non cercate i TUSCAE GENTES il trenta di Aprile, quel giorno lì si canta solo il maggio….)
Canti e storie tra la Val di Bisenzio e la Toscana, che vanno oltre, molto al di là di quello che il titolo potrebbe far apparire come un lavoro di ristretto interesse locale.

I TUSCAE GENTES suonano su qualsiasi palcoscenico: dal concerto in teatro alle feste di paese, sagre, matrimoni, situazioni anche molto “informali”, perché la musica dei TUSCAE GENTES si rivolge a qualsiasi tipo di pubblico, da ascolto, da ballo, da teatro o da piazza, ed è un gran piacere vedere che ovunque, la gente se ne torna a casa contenta…..
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